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Legrandtour /1 Da Menfi a Marsala

Parte la prima tappa del nostro progetto #Legrandtour, un viaggio unico alla scoperta di una Sicilia straordinaria e segreta, fuori dai circuiti commerciali, ma eccellente in ogni suo aspetto. Cucina, bellezze naturali, monumenti unici: scoprili con le nostre Maserati, protagoniste indiscusse dell’eleganza sportiva.

Un Grand Tour era il viaggio di formazione intellettuale ed emotiva che grandi studiosi, nobili e letterati iniziarono ad effettuare in Italia dal 1600 in poi.  Un erasmus ante litteram che portò in Sicilia, a contatto con le diverse culture succedutesi nel tempo, Goethe, De Amicis, Alexandre Dumas, Elliot, Tocqueville per citarne alcuni. Partiva dalla necessità di perfezionare la propria formazione e arricchire spirito ed idee, ammirando i grandi capolavori dell’arte classica e i diversi stili di vita con cui si veniva a contatto.

Abbiamo voluto rileggere quei viaggi in chiave moderna, con una compagna d’eccezione, la Maserati Levante, che sostituendo le carrozze dell’epoca ci ha permesso di vedere di più e con maggiore confort.

Il nostro giro parte da Menfi, in provincia di Agrigento, dove abbiamo scoperto la straordinaria ospitalità, tutta siciliana, fornita da “La Foresteria”, uno straordinario relais sulle colline coltivate a vigneti che sovrastano il territorio, e digradano fino al mare. Il luogo è splendido, progettato con gusto e intelligenza “emotiva”, e fuori da ogni caos permette di godere appieno di tutto ciò che offre il territorio: cucina, arte, monumenti, o il semplice riposo a bordo piscina.

È già il momento di ripartire: vogliamo esplorare la cantina Ulmo sempre di proprietà della famiglia Planeta, distante pochi chilometri, ma con strade che sono il parco giochi naturale di qualsiasi Maserati. La Levante, qui in versione GranSport, è una straordinaria compagna: mai un’incertezza, mai una sbavatura, sempre offrendo il massimo a piloti e passeggeri. Con un assetto straordinario è emozionate sulle curve, con il suo tetto panoramico permette di sentire profumi e odori di una terra in piena fioritura, con il suo comfort permette di godere appieno dell’esperienza, con il suo motore garantisce sicurezza ed emozioni.

Appena arrivati ci accoglie un bellissimo baglio con oltre 500 anni di storia, che esprime l’amore e il legame con la terra. Dai cortili all’abbeveratoio, dalla vista sul lago al locale degustazione, dalle cantine alle persone, tutto parla di una Sicilia autentica ed antica, di vino, di coltivazione, di passione di chi ci lavora. Ci sono anche alcune rarità: un vitigno didattico con più varietà affiancate e delle viti Georgiane, parenti ed antenate delle viti europee moderne.

 

Ripartiamo troppo presto, ma ci aspettano le Cave di Cusa, il sito archeologico da cui venivano estratte le colonne per i vicini templi di Selinunte. Per arrivarci bisogna percorrere un tratto di pavè molto sconnesso, ma per la nostra Levante non c’è problema: basta alzare l’assetto, e si passa subito in modalità off road, con la trazione 4X4 ripartita in maniera uguale sui due assi. La useremo molte altre volte per domare alcune strade, ormai simili alle “regie trazzere” del passato.

Entrando nel sito si rimane subito colpiti da come tutto sia rimasto congelato nel tempo. È come se gli operai dovessero tornare da un momento all’altro per riprendere il loro lavoro: lì c’è una colonna da trasportare, qui una quasi staccata, là una appena iniziata. Se non lo vedi, non ci credi.

Ripartiamo di nuovo, questa volta la nostra destinazione è “U stagnuni”, la laguna di fronte Marsala, luogo delle celeberrime saline. Ma siamo esploratori, e vogliamo vedere anche gli aspetti meno conosciuti, questa volta sotto forma di una vela. Non quella di una barca, ma quella con cui è possibile volare, grazie al Kitesurf, uno sport sempre più praticato.

Siamo fortunati, dato che in questi giorni si svolge il campionato nazionale: la Levante è a proprio agio, e guarda lo spettacolo da bordo strada. Anzi, sarebbe meglio dire da bordo mare, dato che la strada scorre direttamente sull’acqua in certi punti. Apriamo il tettuccio e respiriamo il profumo del mare, guardando in lontananza Mozia, l’Isola Grande, e più lontane le Egadi.

La prima parte del nostro racconto fotografico si ferma qui, ad ammirare lo straordinario panorama che offre questa parte di Isola. Prossima destinazione Erice, da dove proseguirà il nostro viaggio.

Ringraziamenti – Senza l’ospitalità, la cortesia, l’impegno e la disponibilità di molte persone questo giro sarebbe stato irrealizzabile. Il nostro grazie, in questa prima parte, va alla famiglia Planeta, Concetta Bonini, il personale provinciale e regionale dei musei e dei monumenti visitati, i ragazzi di Jamakite, il team di follower ed esploratori che ci ha suggerito i luoghi più belli.